Sistema d’allarme per ponteggi: la proposta di Unosistemi

Gli allarmi per ponteggi sono necessari per la sicurezza e proprio per questo è importante sceglierli bene; ecco quindi la migliore soluzione proposta da Unosistemi che coniuga affidabilità, capacità e protezione totale.

Tutti i lavori di ristrutturazione comportano dei sacrifici e dei disagi, soprattutto quelli condominiali con le impalcature che oscurano la vista. Fanno polvere ma soprattutto devono essere ben protette da allarmi per ponteggi.

Questa protezione deve essere messa in atto sia per evitare brutte sorprese, ma anche nel malaugurato caso in cui dovesse esserci un furto, per poter ottenere un minimo di risarcimento.

Secondo l’orientamento dell’attuale giurisprudenza infatti la ditta che esegue i lavori non risponde di alcun fatto delittuoso se preventivamente, nel momento in cui vengono approvati i lavori e il relativo capitolato d’opera, non viene espressamente deliberata dall’assemblea dei condomini l’installazione di un sistema di allarme adeguato all’edificio e al tipo di struttura richiesto per la prestazione d’opera.

Vediamo quindi come poter essere sicuri anche nel caso in cui vengano montati i ponteggi, soprattutto se questi dovranno essere posizionati per un lungo periodo di tempo.

 

Prevenzione

 

Uno degli aspetti che incide in maniera maggiore nell’ambito dei furti all’interno di appartamenti, durante i lavori che necessitano di impalcature, è sempre la mancanza di prevenzione.

Non dotarsi di un sistema antifurto solo perché, ad esempio, si abita ad un piano alto è una scelta rispettabile, ma che comunque comporta sempre dei rischi che, nel caso di lavori condominiali con impalcature, aumentano in modo esponenziale.

Effettuare delle ricerche sulla ditta appaltatrice, sulle sue referenze e sulla serietà di gestione del lavoro, come ad esempio lasciare entrare solamente il personale autorizzato o la tipologia di illuminazione notturna utilizzata sul ponteggio, è altrettanto importante per non avere spiacevoli sorprese.

 

Sistemi adottati

 
Come vi sono diverse tipologie di allarmi per gli appartamenti, così vi sono molti tipi di allarme per ponteggi che, ovviamente, hanno scopi e costi diversi.

Il sistema di antifurto che si deve adottare può partire da semplici sensori che monitorano semplicemente i varchi d’accesso obbligatori, a un sistema antifurto articolato e diversificato. Questo consente, ad esempio, di prevenire degli accessi non autorizzati anche da altezze intermedie.

 

Garanzie di affidabilità

 
Oltre alla tipologia di allarme adottato, un altro importante punto da prendere in considerazione è quello relativo all’affidabilità del fornitore.

Unosistemi, ad esempio, è una ditta leader nel settore che si occupa da anni di sicurezza mediante la progettazione, l’installazione e la successiva manutenzione di vari impianti di allarme per appartamenti, antifurto per condomini, protezioni perimetrali e sistemi di videosorveglianza.

Si occupa anche di sicurezza passiva con la creazione e l’installazione di infissi, porte blindate e cancelli automatici.

 

La proposta di Unosistemi per il sistema di allarmi per ponteggi

 
Il sistema di allarme per ponteggi proposto da Unosistemi è il frutto dell’esperienza maturata nel corso degli anni e consiste in un sapiente mix di diverse tipologie di dispositivi adottati.

La parte principale del sistema antifurto consiste in una serie di sensori posizionati sui punti nevralgici della struttura che consentono di monitorare la variazione della pressione sia verticale che orizzontale sui tubolari del ponteggio grazie ad una sofisticata scheda d’analisi.

Questa acquisisce i dati e riesce a leggere ed interpretare ogni variazione effettuata sull’intera impalcatura. In questo modo si evitano falsi allarmi nel caso in cui vi fossero gatti, volatili o altri animali di piccole dimensioni a passeggio sulla struttura.

In caso di ponteggi con varchi questi sono inoltre monitorati con sensori volumetrici, in modo che il sistema di allarme per ponteggi possa proteggere tutti i piani dell’impalcatura.

 

Gestione dell’impianto

 
La Unosistemi è una ditta che per tutti i suoi sistemi di allarme attua il servizio di teleassistenza, che consiste nella gestione e nel controllo degli impianti di sicurezza realizzati.

Anche l’impianto montato sul ponteggio viene gestito da remoto e in caso di qualsiasi anomalia esegue dei cicli continui di chiamata al centro di teleassistenza, che è sempre attivo 24 ore su 24.

 

Unosistemi per la tua sicurezza

 
I vari sistemi di sicurezza offerti dalla Unositemi spaziano dagli impianti di allarme alla produzione ed installazione di serramenti e porte blindate.

Il sistema antifurto, sia esso per singole unità abitative o interi condomini, è calibrato secondo le necessità del cliente. Può essere installato con diversi dispositivi, dalle cellule fotoelettriche ai vari rilevatori di movimento come quelli ad infrarossi, a vibrazioni, fotoelettrici e a microonde.

Questa miscellanea consente di creare sistemi di allarme multifunzione, sia per interni che per esterni, e perimetrali che hanno un margine di errore minimale.

La totalità delle centraline che governano il sistema di allarme è garantita per un funzionamento di oltre 5 anni al di fuori dell’alimentazione elettrica e sono continuamente controllate con il servizio di teleassistenza.

La sicurezza passiva offerta da Unosistemi è inoltre garantita da porte blindate con chiavi a codice unico e l’installazione di varie barriere come: grate, cancelli estensibili e inferriate blindate.

I primi due sistemi sono disponibili con differenti motivi e decori in modo da renderli adatti per ogni tipologia di ambiente o facciata. Possono essere anche prodotti in modo snodabile.

L’installazione delle persiane di sicurezza non condiziona l’estetica dello stabile.
Esse sono realizzate su misura con profili prezincati ad alto spessore in modo da poter garantire una valida protezione dai tentativi di effrazione e intrusione.

Tutte le persiane, poi, sono realizzate in acciaio ad alta resistenza e verniciate in polvere poliestere in modo da dare un design elegante e sicurezza alla casa.

Sicurezza: l’efficacia delle protezioni perimetrali

Ormai è diventato indispensabile dotarsi di un’adeguata protezione della casa, o della propria attività commerciale, con sistemi di sicurezza sempre più sofisticati ed efficienti; questi possono essere impianti classici da interno o impianti complessi con protezioni perimetrali. Il primo passo da fare è quello di rivolgersi ad una ditta in grado di fornire un’adeguata assistenza, anche post vendita, per eventuali aggiornamenti ed implementazioni dei sistemi di sicurezza.

 

Una delle soluzioni che integrano il sistema di allarme è la cosiddetta protezione perimetrale che consente ai sistemi di ultima generazione di fornire le informazioni necessarie per evitare falsi allarmi.

La protezione perimetrale

Che cos’è?

In linea di massima si può dire che una protezione della casa realmente efficace dovrebbe comprendere una serie di soluzioni diverse che si integrano tra di loro in modo da poter difendere nel migliore dei modi tutti gli ambienti, sia interni che esterni. Per quanto riguarda quest’ultimi la protezione perimetrale è un sistema appositamente progettato e realizzato per proteggere l’intero contorno di un edificio, di un giardino, di un ufficio o di un capannone industriale.

 

Una protezione perimetrale è formata da una serie di dispositivi che possono essere sia ripetitori che ricevitori e che sono ubicati in punti chiave del perimetro da sorvegliare; in questo modo si crea una barriera che la centralina principale analizza e controlla e che funge da prima linea di difesa preventiva.

 

La protezione perimetrale può essere installata sia lungo la linea di costruzione dell’edificio (principalmente lungo le porte e le finestre), delineando così una protezione definita perimetrale interna, sia lungo il confine di un terrazzo o di un giardino con una perimetrale esterna; in quest’ultimo caso vi sono soluzioni molteplici che possono essere integrate tra di loro e sono:

  • Perimetrali su recinzioni
  • Interrate (sia su perimetro che all’interno dell’area da proteggere)
  • Volumetriche estese

Come funziona

Le protezioni perimetrali servono a creare una vera e propria barriera tra l’esterno dell’area da proteggere e l’area stessa.

 

Nella protezione del perimetro interno per le porte e finestre una delle soluzioni è l’installazione di fasci di raggi infrarossi che vengono messi all’interno del telaio; ogni porta o finestra è protetta da più fasci che sono formati da due o più raggi che sono controllati in modo indipendente in modo da poter evitare falsi allarmi in caso di passaggio o stazionamento di insetti o animali.

 

Per il perimetro esterno, a seconda delle esigenze e dell’area da proteggere, possono essere installate soluzioni sia di tipo ad infrarosso che a microonde; quest’ultime sono formate da emettitori e corrispondenti ricevitori di fasci di onde elettromagnetiche che formano un vero e proprio muro dall’inconfondibile forma a sigaro che può assumere anche dimensioni notevoli raggiungendo i 2 metri di ampiezza e ben 4 metri di altezza per una lunghezza variabile tra le poche decine di metri e i 250/300 metri.

 

I sistemi di allarme con una protezione perimetrale a microonde hanno un’altissima performance sia perché hanno un indice di errore molto basso (in particolar modo se accoppiati ad un sistema ad infrarosso) sia soprattutto se il sito si può trovare in momenti con poca o nulla visibilità.


A seconda delle specifiche esigenze e/o della conformazione dell’area intorno al sito da proteggere, si possono associare anche dei rilevatori volumetrici, che registrano variazioni nella cubatura dello spazio protetto, o soluzioni interrate che possono registrare il passaggio di un intruso sia mediante dispositivi a pressione che elettromagnetici.

Perché installare una protezione perimetrale

Una protezione perimetrale consente di incrementare in modo sostanziale l’indice di sicurezza di protezione della casa. I grandi vantaggi che essa porta sono sostanzialmente:

  • Facilità di installazione
  • Possibilità di controllo remoto anche se si è presenti all’interno del sito
  • Possibilità di doppia cintura difensiva in modo da eliminare quasi del tutto i falsi allarmi
  • Estrema adattabilità a varie tipologie di sito ed esigenze personali
  • Variabilità della tolleranza per i falsi allarmi a seconda dell’ambiente circostante

I sistemi di protezione perimetrale inoltre possono essere posizionati sia lungo linee esterne di confine (che possono essere chiuse come muri o recinzioni o aperte come campi o giardini) che lungo quelle interne dei muri perimetrali dell’edificio.

Qualunque sia l’esigenza per cui si decide di installare un sistema di allarme è molto importante che ci si affidi a personale altamente qualificato e specializzato come quello che fa parte della Unosistemi che è inoltre a completa disposizione per aiutare il cliente nella scelta ideale del tipo di sistema e nello svolgimento in tutte le pratiche dando in modo esaustivo tutte informazioni del caso.

Il collegamento dell’impianto di allarme: cosa c’è da sapere

Collegare l’impianto di allarme con le forze dell’ordine o monitorarlo personalmente tramite App? Ecco alcune riflessioni utili.

L’impianto di allarme, al giorno d’oggi, rimane il migliore deterrente contro le effrazioni, ma per essere performante deve essere perfettamente funzionante e comunicare rapidamente il pericolo a qualcuno che possa bloccare i malintenzionati.

 

Collegamento dell’impianto di sicurezza, come scegliere
Il collegamento di un antifurto può essere effettuato con i Carabinieri, con un istituto di vigilanza privato o, in alternativa, può essere gestito tramite telefono o sullo smartphone tramite apposite App. Le alternative sono molte e soddisfano le diverse esigenze di sicurezza e le possibilità di spesa.

 

Collegamento dell’impianto con i Carabinieri
La scelta di collegare il sistema antintrusione con la Centrale Operativa dei Carabinieri è un’ottima soluzione sia per un imprenditore che per un privato. Il maggiore vantaggio è che non comporta costi quindi è l’opzione migliore per chi non vuole investire cifre aggiuntive e periodiche per il funzionamento del proprio sistema di allarme.

È giusto però sottolineare che questo tipo di collegamento sfrutta il combinatore telefonico monodirezionale (chiamato PSTN) per effettuare la segnalazione in caso di scasso. La linea telefonica tradizionale ha qualche limite: è una tecnologia obsoleta, meno affidabile e sofisticata rispetto ai device ed ai software più moderni e tecnologici, è facile da sabotare e può trasmettere informazioni, ma non permette di gestire il funzionamento dell’impianto da remoto. In ogni caso questa periferica è l’unica possibilità contemplata per il collegamento con le Forze dell’Ordine.

Bisogna considerare anche le priorità degli interventi delle pattuglie di Polizia e Carabinieri: mentre incidenti e reati contro la persona hanno priorità 1 di intervento, i furti sono classificati solo in priorità 2. Nel caso del supporto di un corpo di Stato, inoltre, i falsi allarmi se ripetuti nel tempo potrebbero costituire motivo di denuncia come previsto dall’art. 658 del Codice Penale per procurato allarme alle Autorità.

 

Lo smartphone o un recapito telefonico come collegamento al sistema
Una delle funzionalità maggiormente consigliata dai produttori soprattutto ai privati e alle piccole realtà è l’invio di messaggi registrati a uno o più numeri telefonici oppure mediante l’utilizzo di una App installata su un dispositivo mobile.

È lampante che la notifica a uno o più destinatari su una linea telefonica tradizionale comporta le stesse lacune elencate per il collegamento con le Forze dell’Ordine ed è una soluzione seppur economica, adatta ad una videosorveglianza fai da te. Inoltre, bisogna ragionare sulla rapidità o meno del funzionamento di questo sistema, sul rischio che si può correre ad effettuare il sopralluogo da soli (magari di notte) e la mancanza di un servizio di intervento.

 

La vigilanza privata
Affidare la gestione della sorveglianza alla vigilanza privata permette di disporre di un pronto intervento di guardie giurate 24 ore su 24. Nel caso di vigilanza privata si ha diritto alla gestione immediata della pattuglia che deve, altresì, allertare velocemente Polizia e Carabinieri, ma non tutte le situazioni possono essere gestite con la stessa tempistica, quindi è sempre meglio informarsi dettagliatamente sulle clausole del singolo contratto.

Una rapida gestione delle chiamate di emergenza è decisiva per fermare vandali e ladri in tempo. Le aziende che operano in questo settore sono numerose e per capire il loro grado di affidabilità bisogna valutare diverse variabili quali:

      • il numero delle pattuglie che coprono la zona di interesse,

      • il numero del personale in servizio,

      • le certificazioni,

      • la gestione dell’eventuale blackout della centrale.

Un vantaggio da non sottostimare della vigilanza privata è che possono disporre delle chiavi del sito videosorvegliato ed il personale, in caso di necessità, può accedere all’interno dei locali.

 

Come orientarsi tra le diverse possibilità
Come è noto esistono molti tipi di allarmi di protezione, ognuno con delle prerogative che possono essere più adatte ad una situazione rispetto ad un’altra.
Considerando il fatto che il collegamento e le segnalazioni di allarme sono un tassello fondamentale per il perfetto completamento del sistema antintrusione è sempre meglio richiedere la consulenza di esperti del settore che riescono ad individuare dopo verifiche dettagliate la soluzione più adatta ad ogni singolo cliente.

Impianti di Sicurezza e regola d’arte: il DM 37/08 e le norme tecniche di riferimento

Le norme tecniche per gli impianti di sicurezza

In Italia l’installazione di un qualsiasi impianto, anche un impianto di sicurezza, non può prescindere dal rispetto di particolari disposizioni legislative, da tutte le norme tecniche di riferimento e da una dettagliata burocrazia finalizzata alla precisa esecuzione dell’opera.

 

I sistemi antintrusione
Il ricorso a diversi tipo di impianti di sicurezza è aumentato in modo esponenziale nell’ultimo decennio e rimane la soluzione più performante per alzare il livello di sicurezza di abitazioni private, aziende e luoghi pubblici dalle incursioni di un numero di malintenzionati che sta via via crescendo soprattutto in determinate zone del Paese.

Affidarsi alla consulenza di esperti del settore permette a chiunque di individuare con certezza il sistema antieffrazione migliore per qualsiasi contesto, con la possibilità di personalizzarne altamente il funzionamento in base alle diverse esigenze di controllo. L’acquisto di uno di questi impianti non deve essere considerato solo un costo, ma deve essere strettamente correlato ai numerosi vantaggi e alla qualità della vita che si ottiene aumentando la sicurezza dei propri affetti e dei propri beni materiali.

Anche se la scelta può apparire facile e banale, in realtà richiede una buona conoscenza della materia sia in termini di installazione sia ai fini burocratici e di vantaggi fiscali e farsi guidare nei diversi passaggi rappresenta una garanzia per il buon funzionamento del dispositivo e per il totale rispetto della normativa.

 

Il Decreto Ministeriale n. 37 del 22/01/2008
Il Decreto Ministeriale DM 37/08 ha sostituito la precedente legge 46/90 lasciandola formalmente inalterata, ma introducendo una seria di modifiche finalizzate ad attualizzare la normativa.

Questo decreto, infatti, individua nel proprietario dell’impianto l’obbligo di mettere in atto tutte le misure necessarie a garantire le misure di sicurezza, tenendo conto delle istruzioni dell’azienda installatrice. Il fondamento di questo decreto risiede nell’intento di mantenere nel tempo tutte le caratteristiche di sicurezza previste dalla legge sottolineando l’importanza di quanto previsto dalle norme tecniche e del rispetto della regola d’arte.

Le attività di installazione dei sistemi di sicurezza e videosorveglianza sottostanno ad una precisa serie di norme e di obblighi e, anche se ancora molte persone non ne sono a conoscenza, tali impianti posso essere installati esclusivamente da imprese abilitate ed artigiani che siano in possesso di requisiti tecnici e professionali elencati nel DM 37/08.
In caso di installazione, ampliamento o trasformazione di un impianto di sicurezza è necessario un progetto redatto secondo la regola dell’arte ed in conformità con la normativa vigente da un responsabile tecnico o da un professionista regolarmente iscritto all’albo professionale relativo alla competenza richiesta. Il progetto deve contenere lo schema dell’impianto, le varie planimetrie e la relazione tecnica sul tipo di intervento che comporta.

Il decreto, infine, obbliga il proprietario o committente ad affidare questo tipo di lavoro esclusivamente a soggetti abilitati che, al termine dell’opera, devono rilasciare una dichiarazione di conformità dell’impianto che accerta il rispetto degli standard previsti dalla legge e, di conseguenza, un corretto funzionamento anche nel corso degli anni a venire.

 

La conformità di un impianto di sicurezza
Nota anche come DiCo, la dichiarazione di conformità, è quell’insieme di documenti che attesta che un impianto o un dispositivo rispetta i parametri definiti dalla legge e dalle norme tecniche. Essa fa riferimento alla legge n. 186 del 1° marzo del 1968 e alle sue successive modifiche, tra le quali anche il Decreto Ministeriale del 22 Gennaio del 2008 numero 37.

Chi installa impianti di sicurezza è obbligato a redigere la relativa dichiarazione di conformità allegando al progetto una serie di certificazioni che devono essere prodotte da figure professionali specifiche (responsabile tecnico, progettista abilitato, ecc).

Rientrando nel campo di applicazione del DM 37/08, i sistemi di allarme, videosorveglianza e controllo accessi sono soggetti agli obblighi da esso imposti, quindi ne deriva che affidarsi alla consulenza di un esperto nel settore scongiura il pericolo di commettere imprecisioni ed errori che potrebbero interferire con le disposizioni vigenti.
Per la legislazione italiana l’abilitazione alla realizzazione di impianti elettrici non è sufficiente all’installazione di questo genere di impianti, ma prevede i requisiti tecnico professionali di chi si occupa di impianti elettronici.
Il severo rispetto delle prescrizioni contenute in una normativa tecnica equivale ad ottemperare quanto sancito dalla legge.

Antifurto casa: acquisto o comodato d’uso, cosa conviene?

L’antifurto casa, il miglior deterrente contro i ladri

L’installazione dell’impianto antifurto ha ormai raggiunto ogni settore a causa del continuo aumento dei furti soprattutto in città e nei periodi dell’anno in cui gli edifici rimangono incustoditi.

Le case di nuova costruzione spesso prevedono la predisposizione dell’impianto più performante già in fase di progettazione, ma il settore della sicurezza propone una vasta offerta di soluzioni che si possono impiantare in qualsiasi momento ed è proprio per questo che vale la pena valutare i consigli di un esperto prima di diventare vittima di un furto.

 

Come scegliere l’impianto antifurto.
Solo conoscendo le principali caratteristiche degli impianti di allarme è possibile scegliere quello più adatto alle proprie esigenze. I moderni sistemi antintrusione sono sviluppati con tecnologie avanzate, sono estremamente affidabili, intuitivi e facili da usare in ogni funzione. La gamma parte dai semplici allarmi acustici fino ai complessi circuiti di videosorveglianza con uso di sofisticate telecamere.

È fondamentale scegliere un impianto adeguato alla metratura dell’abitazione, al numero di porte e di finestre, alla presenza di diversi piani con la variante della mera protezione perimetrale o di quella volumetrica e dal numero di impostazioni e comandi di cui si vuole disporre. Ad esempio ci sono i semplici sistemi con allarme sonoro dove, in caso di intrusione, si attiva una sirena di allerta, ma è anche possibile collegare il sistema di allarme direttamente alle forze dell’ordine per permettere un intervento immediato per scongiurare l’intrusione dei malintenzionati.

E’ giusto sapere che installare un sistema di sicurezza permette di risparmiare fino al 10% del premio sull’assicurazione a seconda di alcune discriminanti che variano in base alla compagnia a cui ci si rivolge.

Nonostante esistano diverse possibilità di acquistare ed installare in autonomia un sistema di protezione e sicurezza, è consigliabile rivolgersi ad un installatore specializzato in grado di individuare la soluzione più performante, di eseguire il lavoro a regola d’arte e di fornire un’assistenza post vendita su tutto quello che riguarda la gestione dell’impianto (codici, invio chiamate, test di controllo, gestione da dispositivi mobili in remoto, ecc.).

 

Il comodato d’uso per l’antifurto casa
L’impianto di allarme in comodato d’uso è una ulteriore possibilità di scelta nella ricerca del proprio sistema di sicurezza ideale. La domanda sempre più imponente da parte delle famiglie ha portato i maggiori competitors del settore antieffrazione a sviluppare modalità che vanno oltre al tradizionale acquisto, esattamente come avviene in altri comparti merceologici di prodotti e servizi.

Questa nuova opportunità prevede il pagamento di un canone periodico vincolato nel tempo per l’uso dell’impianto di allarme con l’inclusione di alcuni servizi quali il collegamento ad un sistema di vigilanza, l’intervento in caso di malfunzionamento o guasto ed un’assistenza h 24.
La differenza è come comprare una cosa o disporne solo temporaneamente senza esserne il vero proprietario. Questo può comportare notevoli vantaggi per il cliente a patto che sia fatta chiarezza sulle condizioni contrattuali.

Nel comodato d’uso c’è sempre un vincolo temporale, generalmente non inferiore ai 36 mesi, che prevede penali in caso di recesso anticipato. Molto spesso viene richiesta una quota una tantum per l’installazione dell’antifurto che non rappresenta assolutamente un esborso per l’acquisto, infatti al termine del vincolo se non si rinnova il contratto il materiale viene reso all’azienda installatrice.

Il vantaggio finanziario di questa formula è la dilazione del pagamento in un periodo di tempo lungo e non in un’unica soluzione, senza dimenticare il collegamento ad un servizio di vigilanza, la possibilità di ricevere assistenza in ogni momento e l’opzione di riscatto dell’impianto stesso dietro pagamento di un prezzo stabilito alla firma del contratto.

Questa è un’altra variabile da prendere in considerazione nella scelta di un antifurto per la casa, in quanto non si può dire in senso assoluto che l’acquisto diretto sia più conveniente rispetto al comodato d’uso e viceversa. Ognuno deve valutare, in base al sistema antintrusione scelto, quale possa essere la soluzione più comoda ed economica rispetto alle proprie esigenze personali.
È certo che la vasta gamma di prodotti e di modalità di acquisizione permettono di soddisfare le diverse esigenze, sia oggettive sulle diverse funzionalità sia per le preferenze di pagamento.

Videosorveglianza e privacy: regole da rispettare

Videosorveglianza, cosa prevede la normativa italiana

La videosorveglianza è diventato lo strumento più performante per proteggere luoghi pubblici e privati, sia aperti che chiusi, dalle intrusioni sempre più frequenti di malintenzionati. In merito il garante della privacy si è espresso in modo chiaro con regolamenti e provvedimenti che garantiscono i diritti di tutti i cittadini, pena l’applicazione di sanzioni penali.

La normativa vigente

Il GDPR (General Data Protection Regulation) è il regolamento dell’Unione Europea operativo dal 25 maggio 2018 in materia di privacy e dati personali. Nel caso specifico della videosorveglianza in Italia si rimanda ad un Provvedimento del Garante datato 2010 che evidenzia l’importanza dei dati rilevati dalle telecamere intelligenti in grado, attraverso sofisticati software, di individuare caratteristiche fisiche e comportamenti delle persone inquadrate.

I punti fondamentali per un corretto utilizzo di questi strumenti antintrusione sono due:

  • l’area inquadrata dalla telecamera
  • il posizionamento di un cartello che riporta la scritta Area Videosorvegliata

In qualsiasi luogo si trovi l’impianto di sorveglianza è obbligatorio che l’inquadratura si limiti ad un’area circoscritta, ad esempio se è posto all’ingresso della proprietà non deve riprendere le persone che semplicemente transitano sul marciapiede.

Il cartello, invece, deve essere ben visibile nella zona soggetta a riprese e costituisce una breve informativa sulla privacy a disposizione delle persone che vogliono accedere a quel determinato luogo. È per questo che risulta fondamentale che il cartello sia posizionato all’inizio della zona dell’inquadratura, ben visibile in un posto illuminato, inoltre deve riportare la dicitura Area videosorvegliata e il nome di chi tratta le immagini (proprietario o chi per lui) e i suoi dati di contatto.

In linea generale le riprese possono essere conservate fino a 24 ore a meno che non ci siano esigenze che ne giustifichino l’estensione del periodo come nel caso delle banche e degli enti locali il cui termine massimo è di 7 giorni.

La videosorveglianza nelle aree private

Se un privato decide di dotarsi di un impianto di videosorveglianza per proteggere la propria abitazione o la propria attività deve rispettare tutte le regole previste. In base a quanto già detto il primo vincolo è dato dalla limitazione delle riprese al proprio ingresso o porzioni di parti esterne che non vadano a comprendere spazi dove avviene la circolazione e il passaggio dei cittadini.

Per citare un esempio pratico, all’interno di un condominio non devono essere riprese le parti comuni, ma l’inquadratura dell’entrata deve limitarsi alla piccola porzione di pianerottolo attiguo alla porta. Il mancato rispetto di queste misure prevede l’applicazione di sanzioni per il risarcimento dei danni a chi vede lesi i propri diritti in quanto il codice della Privacy giudica estremamente invasiva la videosorveglianza come strumento antintrusione. Per il Garante, infatti, la prevenzione dei reati non deve intaccare la sfera privata dei comuni cittadini.

I presupposti per l’attività di videosorveglianza

Il Garante consente l’installazione di un sistema di videosorveglianza solo dove sussistono i principi di liceità, necessità, proporzionalità e finalità. Per liceità si intende che l’impianto deve rispettare le norme di legge e, nel caso di enti pubblici, deve essere funzionale agli scopi istituzionali. La necessità ne limita l’applicazione ai soli casi in cui non è possibile ricorrere a soluzioni diverse (riprese limitate nel tempo, inquadrature anonime, ecc.).

Per l’installazione di un impianto di videosorveglianza non è necessario ottenere preventivamente il consenso dei soggetti ripresi, ma devono essere minuziosamente rispettati i dettami del Garante. Gli impianti devono essere conformi alle regole e alle normative vigenti, gli installatori devono rilasciare la certificazione di conformità e il lavoro deve essere eseguito da personale abilitato. Infine, il titolare del trattamento deve mettere per iscritto il nome delle persone autorizzate al controllo dei dati e deve limitare la visione delle immagini esclusivamente a questi soggetti.

Sostituzione infissi e efficientamento energetico: una scelta eco

Sostituzione infissi, come rendere la propria casa più confortevole e nello stesso tempo effettuare una scelta ecologica.

Perché effettuare la sostituzione degli infissi

Chi decide di effettuare la sostituzione degli infissi nella propria casa, sa di avere la possibilità di aumentare sia il comfort della propria abitazione che l’efficienza energetica, oltre a poter disporre di detrazioni o di bonus fiscali per questa operazione. Per capire quale prodotto sia quello più adatto alle esigenze di ognuno, si devono analizzare nel dettaglio tutte le caratteristiche degli infissi e dei materiali con i quali sono realizzati, siano essi il PVC, il legno o l’alluminio, e quelle dei vetri, per scegliere tra il tipo isolante e quello riflettente.

Altri fattori importanti sono quelli relativi all’efficienza energetica deli infissi, che permette di ricevere le detrazioni fiscali. In questo senso, gli infissi devono avere determinate caratteristiche:

  • Garantire una tenuta di buon livello in modo da evitare la dispersione del calore nei mesi invernali e l’ingresso dello stesso nei mesi estivi.
  • Evitare la formazione di ponti termici, con l’utilizzo di materiali “performanti” e di vetri termoisolanti, tra i quali i migliori sono senza dubbio quelli a doppio o triplo strato.
  • Essere installati a regola d’arte in modo da evitare la creazione di infiltrazioni, muffe e condense.

In commercio esistono molte tipologie di infissi e questo potrebbe causare una maggiore difficoltà nella scelta, per cui si consiglia sempre di rivolgersi a fornitori ed installatori di fiducia.

Le varie tipologie di infissi

Per la sostituzione degli infissi la scelta si effettua innanzitutto per il materiale, prendendo in considerazione sia quelli più classici, come il legno, che quelli più moderni, come l’alluminio semplice o l’alluminio anodizzato e il PVC. Ogni abitazione ha necessità differenti dalle altre in materia di efficienza energetica e questo deve essere tenuto in considerazione. Importante è anche la scelta del controtelaio che assicura un perfetto ancoraggio al muro, e che deve essere “a taglio termico”. Un altro elemento fondamentale riguarda le guarnizioni dell’infisso, che devono essere almeno due, una che è posizionata sul telaio fisso e la seconda posizionata sull’anta.

Le proprietà isolanti degli infissi

Per quanto concerne l’isolamento termico, i requisiti necessari sono diversi tra le varie regioni italiane, sostanzialmente per le differenze climatiche, e sono stati stabiliti da una legge, mentre per quanto riguarda le normative tecniche sono uguali in tutto il territorio italiano e sono le seguenti.

  • Norma UNI-EN 12207 per l’isolamento della tenuta d’aria.
    • Norma UNI-EN 12208 per la tenuta contro le infiltrazioni di acqua.
    • Norma UNI-EN 12210 per la resistenza alle “sollecitazioni del vento”.
    • Norma UNI-EN 10077/2 per quanto riguarda l’isolamento termico.

Quando si parla di proprietà isolanti si deve tenere sempre presente anche l’isolamento acustico, un parametro molto importante, in special modo se la nostra casa è situata in un ambiente molto rumoroso come possono essere quelli nelle vicinanze di aeroporti, ferrovie, autostrade o industrie manifatturiere. Per quanto riguarda l’isolamento acustico il fattore più importante è il vetro che viene installato, che può essere con vetrocamera singola oppure doppia, ma è altrettanto importante il numero delle guarnizioni che vengono installate e il loro corretto montaggio in opera. L’isolamento acustico è normato dalla UNI-EN 12207 e definisce i vari infissi a seconda delle classi, per cui l’indicazione classe 3 o classe 4, significa un alto potere isolante e quindi maggiore ecosostenibilità.

Altri fattori importanti per una scelta degli infissi ecosostenibile

La ventilazione e l’illuminazione sono altri due fattori da prendere in grande considerazione. Per quanto riguarda l’illuminazione questa dipende sia dall’esposizione dell’ambiente che dal piano al quale è situata l’abitazione, ma si deve tenere conto anche del diverso utilizzo del vano; quindi la zona giorno, dove si consuma il pasto e ci si intrattiene, deve ricevere una maggiore quantità di luce rispetto alla zona letto e quindi la superfice degli infissi deve essere più ampia, con i vetri che non devono impedire il passaggio della luce. Per la ventilazione, aspetto importante per raggiungere un elevato grado di comfort, oltre che per garantire un ambiente salubre, gli infissi possono avere in dotazione un dispositivo di “microareazione controllata”, che permette di effettuare l’apertura degli stessi anche per pochi millimetri ma sufficienti per evitare le condense.

Le varie tipologie di vetri installabili e la loro importanza

Secondo l’ambiente climatico in cui si devono installare gli infissi e la funzione che devono svolgere, si possono utilizzare varie tipologie di vetri. Tra queste si possono segnalare.

  • I vetri completamente riflettenti.
    • I vetri basso emissivi, caratterizzati dalla presenza, all’interno della vetrocamera, di gas argon con la funzione isolante.
    • I vetri “altamente isolanti” sia dal punto di vista acustico che termico.

Un’altra tipologia disponibile è quella dei “vetri selettivi”, conosciuti anche come vetri a controllo solare, che hanno la capacità di filtrare i raggi solari in modo “intelligente”, facendo cioè passare solo la luce, impedendo il passaggio del calore. Una tipologia di vetri consigliata in modo particolare per le abitazioni situate in zone con forte presenza di un soleggiamento in quanto impediscono il surriscaldamento delle varie stanze della casa.

Bonus fiscali e garanzie

La legge prevede che per la sostituzione degli infissi si possa accedere ai bonus fiscali e questo rappresenta un incentivo per chi vuole effettuarla. Nello stesso tempo è necessario che si installino degli infissi garantiti, che possono essere manutenuti con facilità, e soprattutto in accordo alle normative di legge. 

Per queste ragioni è molto importante affidarsi a personale specializzato nel settore come quello di Unosistemi, sempre a disposizione della clientela per aiutarla nello svolgimento delle varie pratiche e fornire le informazioni per le detrazioni spettanti.

Serratura anti-bumping: Cos’è e come funziona

Come raggiungere un livello ottimale di sicurezza per la tua casa sostituendo la serratura della porta blindata.

Valige pronte, luci spente, finestre e persiane chiuse… dimenticato niente? No? Benissimo! Chiudiamo la porta e partiamo per il tanto agognato viaggio. Eppure, non appena tolta la chiave dalla toppa, mentre ci incamminiamo verso l’auto con bagagli e famiglia al seguito, il pensiero è già lì in agguato: la casa è davvero protetta?

Una sensazione che ci accompagna costantemente: all’approssimarsi delle vacanze natalizie o di quelle estive, oppure ogni qual volta ci allontaniamo dalla nostra abitazione, anche per brevi periodi, anche ogni mattina quando ci rechiamo al lavoro.

Il pensiero che la nostra casa non sia sufficientemente protetta non è frutto della nostra immaginazione o di un eccesso di apprensività. Il dubbio è assolutamente fondato e ragionevole, visto che le notizie di effrazioni e furti si susseguono ogni giorno sulle pagine di cronaca dei quotidiani.

Purtroppo, le normali misure di protezione che conosciamo e che solitamente mettiamo in atto non sono più sufficienti a ingannare e scoraggiare i ladri, anche se sicuramente un buon impianto d’allarme e un sistema di videosorveglianza possono rendere l’impresa più ardua anche ai malviventi più esperti.

Di fatto, però, capita che il ladro riesca ad arrivare davanti alla porta blindata e, nonostante sia dotata di una serratura a cilindro anti-intrusione di standard europeo, con la tecnica del Key Bumping i cilindri vengono facilmente allineati e la porta magicamente aperta!

I ladri, soprattutto i più scaltri, sono diventati esperti in questa tecnica che permette, con il solo ausilio di un grimaldello (o chiave) e un qualsiasi oggetto pesante con il quale percuoterlo, di aprire la porta come se avessero la chiave vera e quindi, di fatto, senza scassinare la serratura.

Risultato? Entrano, “prelevano” e lasciano l’abitazione perfettamente chiusa come se non fossero mai stai lì. E da qui, oltre al danno sicuramente ingente, sia dal punto di vista morale che finanziario, anche la beffa… poiché non essendoci scasso, le assicurazioni tendono a non riconoscere completamente i danni, adducendo come attenuante la dimenticanza della porta aperta. Soltanto alcune polizze prevedono clausole speciali per l’uso di chiavi false, duplicate, originali rubate ecc.

E allora, come proteggersi?

Fortunatamente la tecnologia ci viene in aiuto. Proprio analizzando le ultime tecniche utilizzate dai malviventi, Mottura ha messo a punto una serratura rivoluzionaria concepita appositamente per contrastare il Key Bumping.

 

Si chiama 3D Key e da luglio viene distribuita da Unosistemi.

 

Vediamo insieme le caratteristiche tecniche di questa serratura innovativa:

 

  • Entrata chiave esagonale
  • 2 piste desmodromiche
  • 3 superfici di cifratura
  • Compatibile per dimensioni e fissaggi con le principali serrature per porte blindate
  • Duplicazione protetta e certificata realizzabile solo da Mottura

 

Con 10 Miliardi di combinazioni possibili, questa serratura brevettata offre un livello di protezione elevatissimo e anti-bumping. Il suo spessore, di soli 25 mm la rende più versatile e applicabile a svariate tipologie di porte blindate e consente, se lo si desidera, l’applicazione di una piastra al manganese per un ulteriore livello di sicurezza.

Inoltre il suo nucleo è asportabile, così, in caso di smarrimento delle chiavi, può essere sostituito con uno nuovo in modo da ripristinare la protezione originale.

Naturalmente questo tipo di serratura, che per la sua natura altamente tecnologica ha un costo più elevato rispetto alle serrature standard a cilindro, deve essere installato su porte blindate di un certo livello per poter offrire la massima protezione.

Occorre, quindi, fare una riflessione sul valore che una soluzione di questo genere può rappresentare per noi e per la nostra tranquillità. E magari, quella fastidiosa sensazione di vulnerabilità che ci assale ogni giorno quando usciamo da casa lascerà il posto a una piacevole sensazione di sicurezza e serenità.

Chiamate per informazioni e preventivi sull’esclusiva 3D Key, siamo a vostra disposizione.

Consultate il volantino

Porte blindate, classe e grado di sicurezza: cosa sono e quali scegliere?

Quali sono i componenti delle porte blindate ed i gradi di sicurezza

Una porta blindata è composta da vari elementi, ad iniziare dal telaio, per proseguire con il controtelaio, le cerniere, le lamiere interna ed esterna ed i longheroni di rinforzo, la coibentazione termoacustica, la doppia guarnizione di battuta, i rinvii di chiusura e i tondini in acciaio da posizionare nella muratura. Tutte queste componenti permettono di avere maggiore sicurezza contrastando le possibili effrazioni. 

Le porte blindate sono completate da maniglia, serratura e cilindro di sicurezza e si distinguono in base alla classe di sicurezza, che corrisponde alla classe “antieffrazione”. Grazie a questa caratteristica si può conoscere la capacità delle stesse di resistere ai tentativi di effrazione. 

Per catalogare le varie classi di sicurezza delle porte blindate in commercio, si effettuano degli specifici test, con criteri diversi per quanto riguarda le varie componenti, come la blindatura, la serratura e l’isolamento termoacustico. 

Le classi di sicurezza sono stabilite da apposite normative emesse dalla Comunità Europea. Per le porte blindate la norma europea di riferimento è la UNI EN 1627-1628-1629-1630, nella quale si stabiliscono 6 diverse classi fornendo ai costruttori dei parametri affidabili per quanto riguarda la sicurezza.

I costruttori devono sottoporre un campione di ogni porta blindata ad una serie di test che vengono eseguiti presso degli appositi laboratori e nei quali viene simulata una “effrazione” con un set ben definito di strumenti da scasso. Oltre a questo vengono eseguite delle prove periodiche sulle porte blindate in produzione in modo da verificare la perfetta conformità al campione che è stato inizialmente sottoposto a verifica. Durante i test iniziali si eseguono tre diverse prove:

  • prova di resistenza al carico statico
  • prova di resistenza al carico dinamico
  • prova di resistenza contro l’attacco manuale. 

Le classi di sicurezza previste dalla normativa europea sono: classe 1 e classe 2 con grado antieffrazione minimo, classe 3 e classe 4 con grado antieffrazione medio, classe 5 con grado di sicurezza alto, classe 6 con grado di sicurezza massimo. Naturalmente, più alta è la classe di sicurezza, più alto sarà il livello di sicurezza garantito per l’abitazione.

La scelta della porta blindata per la propria abitazione

Quando si effettua la scelta della porta blindata si deve prendere in esame la tipologia di installazione ed anche controllare le statistiche dei furti che avvengono nella propria zona di residenza. 

Partendo da quelle di classe inferiore, la porta blindata in classe 1 può essere installata per cantine o magazzini che contengono merci di poco valore, essendo in grado di resistere ai tentativi di effrazione di uno scassinatore inesperto che non usa strumenti di scasso ma solo la forza fisica. 

Salendo alla classe 2, che è in grado di resistere ai tentativi di effrazione commessi con arnesi comuni da scassinatori occasionali, questa si può usare in edifici industriali e sedi di uffici. 

Tra le porte blindate con grado antieffrazione medio, quella in classe 3 è utilizzabile come porta per appartamenti situati in condominio in zone a basso rischio, visto che è capace di resistere a tentativi di effrazione di ladri esperti che hanno a disposizione dei piedi di porco e dei cacciaviti. 

Le porte blindate in classe 4 possono essere installate anche come protezione per case indipendenti, appartamenti in condominio e villette. Questa porta è in grado di resistere anche a effrazioni tentate da scassinatori che utilizzano altri strumenti di scasso come trapani portatili, seghe e scalpelli.

Le classi di sicurezza 5 e 6 sono quelle di porte blindate che si installano normalmente in locali sedi di banche, gioiellerie, orologerie, ambasciate e ambienti che contengono documenti riservati. 

In definitiva, per una abitazione privata la scelta ricade tra le classi 3 e 4 e la differenza di prezzo tra queste due opzioni non è elevata per cui la scelta è molto personale e dipende dal grado di sicurezza che si vuole per la propria abitazione. L’installazione di una porta blindata permette a chi la acquista di avere diritto ad una detrazione fiscale che copre il 50% della spesa effettuata, che viene rimborsata in 10 anni. Quando si parla di sicurezza della propria abitazione si deve anche tenere conto di fattori altrettanto importanti come il cilindro e la tipologia di serratura che vengono installati. 

Per effettuare una scelta oculata tra le varie porte blindate, affidatevi ad aziende esperte che dispongono di personale altamente specializzato ed in grado di aiutarvi fornendo le necessarie informazioni per lo svolgimento delle pratiche per poter usufruire delle detrazioni fiscali spettanti. Il personale di Unosistemi è a vostra disposizione.

Cancelli automatici: installazione, certificazione e manutenzione

Breve viaggio alla scoperta delle varie tipologie di cancelli automatici e regole per la manutenzione.

L’utilizzo di cancelli automatici e porte automatizzate è ormai diventata un’abitudine e il loro uso consente di avere la comodità di non dover scendere dalla propria vettura per l’apertura o la chiusura dello stesso.
Ma quale può essere il miglior tipo di automazione? Come deve essere fatta l’installazione? La manutenzione del cancello ha degli obblighi particolari?
A queste domande principali proveremo a rispondere in questo articolo.

Quadro normativo cancelli automatici

Per prima cosa una breve descrizione dell’ambito normativo in cui rientra la categoria dell’automazione di porte e cancelli. A novembre 2000 sono state pubblicate le norme europee EN 12453 ed EN 12445 che sono la base portante della Direttiva Macchine; questa, fondamentalmente, stabilisce che quando un’apertura (possa essere una porta o un cancello) viene automatizzata, essa assume lo status di macchina e di conseguenza deve essere trattata come tale, con tutte le conseguenze per costruttori e installatori. Per i primi inoltre da maggio 2005 è vietato mettere sul mercato qualsiasi tipo di apertura come porte e cancelli siano essi ad uso industriale o commerciale oppure semplici aperture private come quelle dei garage che sono mancanti di regolare marcatura CE.
In tale obbligo però non rientrano le automazioni che sono state fatte antecedentemente in quanto la Direttiva Macchine non è retroattiva; se però vengono effettuate trasformazioni importanti dell’impianto allora vi è l’obbligo da parte dell’installatore di conformare nuovamente l’intero impianto.
L’installazione di un impianto automatico inoltre non richiede alcun tipo di autorizzazione tranne nel caso in cui si vada ad usufruire dello spazio pubblico o si modifichi in modo sostanziale il prospetto dell’edificio; l’unico aspetto da non sottovalutare è l’installazione di un adeguato segnalatore visivo (e possibilmente anche sonoro per i diversamente abili) che avverta dell’apertura del cancello e del possibile passaggio di veicoli.

Le operazioni preliminari

L’installazione

L’installazione varia a seconda della tipologia di utilizzo e della possibilità di chiusura che si vuole installare. Per quanto riguarda la prima tendenzialmente si suddividono in tre classi principali che dipendono dall’utilizzo dei cancelli: Residenziale, quando l’utilizzo dell’apertura è attuato per poche volte al giorno, Condominiale, quando queste aperture devono essere moltiplicate per il numero dei posti auto o degli appartamenti, ed infine Industriale quando la movimentazione delle strutture avviene per centinaia di volte al giorno. A seconda dell’uso esistono infatti in commercio diverse tipologie di chiusure: queste possono essere di tipo scorrevole o a battente (nel caso di cancelli esterni) con una o due ante, sezionali, avvolgibili, o basculanti nel caso di aperture ristrette o di garage.
L’installazione deve essere effettuata da ditte specializzate ed autorizzate; queste hanno l’obbligo di fornire personale che abbia le specifiche competenze di montaggio e di adeguamento degli impianti.

La certificazione

La certificazione di un impianto è un atto unico che però avviene in due momenti distinti e separati. Il primo passo è quello della costruzione delle varie componentistiche che devono essere a norma UE e che quindi devono montare componenti già certificati. Questa prima certificazione del produttore deve essere inoltre avallata e quindi inglobata nella certificazione di impianto che viene rilasciata all’atto dell’installazione dello stesso. Questo avviene seguendo la Direttiva Macchine che decreta chiaramente quanto sia importante la figura dell’installatore; questo infatti quando motorizza un’apertura mediante una semplice porta o un qualsiasi tipo di serranda o cancello, ha nei confronti dell’utente finale gli stessi obblighi del costruttore, diventando in sostanza come se fosse il vero e proprio costruttore della macchina e non il semplice esecutore del lavoro. Questo principio vale non solo per coloro che installano delle nuove chiusure ma anche per chi ha intenzione di motorizzare una chiusura che già è preesistente.

Utilizzo di cancelli ed aperture

Tipologie

Le tipologie di aperture sono state elencate precedentemente, ma ognuna di esse può avere delle particolarità. Quelle a battente, ad esempio, possono avere il motore all’interno del braccio telescopico a pistoni oppure interrato sotto i battenti del cancello.
L’apertura, nel caso in cui l’angolo della stessa fosse insufficiente per un agevole utilizzo, può essere di tipo scorrevole con il motore che aziona una cremagliera posta sulla sommità del cancello stesso. In questo caso però è consigliabile dedicare una linea di alimentazione staccandola completamente da quella dell’edificio anche per una questione di sicurezza attiva.

La manutenzione

La manutenzione dei cancelli automatici è uno dei fattori più importanti; essa deve essere attuata secondo quanto previsto all’interno del programma di mantenimento ed è totalmente a responsabilità del proprietario. Esso infatti nel caso in cui dovessero esserci dei danneggiamenti a terzi o incidenti causati dalla cattiva o assente manutenzione diventa responsabile in solido e deve provvedere al risarcimento degli eventuali danni occorsi.
Gli interventi sono elencati nell’apposito libretto che l’installatore consegna al proprietario a fine lavori insieme alla Dichiarazione di Conformità che è la dichiarazione da parte dell’installatore che l’intero sistema (o le parti sostanziali che sono state cambiate) ha tutti i requisiti necessari per l’utilizzo e quindi è a norma di legge.
In questo libretto sono elencate le varie operazioni da effettuare nel caso in cui ci dovesse essere una rottura oppure avvenga una mancanza di alimentazione, cosa si deve fare nella cosiddetta manutenzione ordinaria, oltre alla cadenza dei sopra citati interventi manutentivi atti a mantenere l’intero sistema sicuro e agevole nel tempo.

L’automazione e i sistemi di sicurezza

L’automazione di una qualsiasi apertura è significativa anche per i sistemi di domotica e per quelli di anti intrusione sia diretta che mediante video sorveglianza.
Ogni accesso non autorizzato o qualsiasi tentativo di effrazione viene infatti segnalato alla centralina di allarme che, nelle versioni più evolute, può valutare le operazioni migliori da fare e le chiamate da effettuare.

Viste le implicazioni relative alle responsabilità sia dei lavori che del successivo utilizzo, si raccomanda di utilizzare del personale specializzato; quello di Unosistemi è a tua completa disposizione per aiutarti in tutte le pratiche e informazioni del caso e per consigliarti sulla migliore soluzione da adottare.